Clima di fiducia dei consumatori trentini

L’indagine sul clima di fiducia raccoglie le opinioni dei consumatori trentini su temi relativi alla situazione economica della provincia e della propria famiglia e alla capacità di risparmio e di spesa. La metodologia adottata, conforme a quella stabilita dalla Commissione Europea, consente di confrontare i dati locali con quelli nazionali e internazionali. L’indagine si basa su 700 interviste, realizzate con un campione rappresentativo della popolazione trentina per età, genere e comune di residenza.

L’indice del clima di fiducia fornisce indicazioni sulle attese e le aspettative che i cittadini hanno riguardo alla situazione economica generale e a quella della propria famiglia, anche con fini anticipativi rispetto al futuro andamento dell’economia provinciale.

INDICE - maggio 2026

-19,6

L’indagine sul clima di fiducia dei consumatori trentini rilevata nel mese di maggio 2026  registra una ulteriore flessione e si attesta a -19,6 punti, in diminuzione di 6,9 punti rispetto al valore di febbraio. Sul peggioramento delle aspettative possono aver inciso l’avvio del conflitto in Iran e i conseguenti timori legati agli aumenti dei prezzi dell’energia e del costo della vita, fattori che contribuiscono ad accrescere l’incertezza percepita dalle famiglie. Nel confronto territoriale, l’indice è migliore rispetto alla media nazionale (-20,9). Si attesta invece al di sotto dei valori osservati nelNord Est (-18,7) e in Germania (-16,5).
L’ulteriore calo del clima di fiducia dei consumatori appare innanzitutto legato al consolidamento delle aspettative negative sull’andamento dell’economia provinciale nei prossimi dodici mesi. La quota di chi prevede una situazione stazionaria registra infatti una marcata contrazione, passando dal 50,0% di febbraio al 40,4% di maggio, mentre la percentuale complessiva di coloro che si attendono un peggioramento (lieve o netto) sale dal 28,7% al 42,8%. In questo contesto di crescente incertezza, si osserva anche una riduzione della propensione all’acquisto di beni durevoli: quasi il 40% degli intervistati dichiara di essere intenzionato a spendere molto meno rispetto all’anno precedente. Parallelamente, diminuisce la quota di coloro che prevedono di mantenere invariati i propri acquisti, a favore di un atteggiamento più prudente nei confronti dei consumi.

La rilevazione di maggio ha dedicato uno specifico approfondimento ai comportamenti di spesa delle famiglie in un contesto caratterizzato da prezzi in aumento e persistente incertezza economica. Le strategie di risparmio adottate dai consumatori trentini per far fronte al caro vita/inflazione si concentrano prevalentemente su voci percepite come meno essenziali: le rinunce riguardano soprattutto l’abbigliamento (21,2%) e i consumi fuori casa (20,7%), seguite con un certo distacco dalle spese per luce e gas (14,7%) e dalle attività culturali (13,4%).
Infine, con riferimento alla programmazione di viaggi e vacanze nella prossima estate, emerge una netta riduzione dell’area di incertezza rispetto al passato (aprile 2022), con gli indecisi che scendono dal 36,3% all’8,4%. Il 50,9% degli intervistati dichiara di non avere intenzione di andare in vacanza, principalmente per ragioni personali o familiari (49,4%) e per vincoli economici (29,5%). Tra coloro che invece prevedono di partire (40,7%), circa il 60% stima di mantenere un budget invariato rispetto all’anno precedente.

Comunicato stampa del 22 giugno 2026

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